Percezione e realtà

Percezione e realtà

Proviamo a condurre insieme un semplice esperimento.

Indipendentemente da dove vi trovate, fermatevi per un minuto e prestate attenzione a ciò che vi circonda.

Date un’occhiata intorno a voi e prendete o avvicinatevi al primo oggetto a portata di mano, meglio però se si tratta di qualcosa a cui fino ad ora non avevate dato importanza.

Concentrate la vostra attenzione su quell’oggetto. Se sarete davvero attenti, potrete notarne particolari inediti mentre comincerà a diventare per voi qualcosa di diverso rispetto a ciò che era prima… Ora la percezione dell’oggetto che state osservando è più nitida. Esso è davvero “reale” e non più soltanto un qualsiasi insignificante orpello tridimensionale incidentalmente finito sullo sfondo dell’inquadratura della vostra esistenza.

Provate adesso ad immaginare di osservare ciò che vi circonda non più dalla vostra prospettiva, ma dal punto di vista dell’oggetto stesso. Qualcuno sarà in grado di farlo senza alcuno sforzo, mentre altri dovranno concentrarsi un po’ di più.

A seconda di quanto siete predisposti a questo tipo di immedesimazione, vi accorgerete presto di avvertire una sorta di passaggio percettivo, una specie di salto di consapevolezza. Improvvisamente sarete in grado di osservare il mondo da un’angolazione completamente diversa da quella a cui siete stati abituati per tutta la vostra vita.

È un po’ come salire su una scala o coricarsi sul pavimento e osservare da diversi punti di vista la stanza in cui ci si trova. La realtà in cui viviamo è sempre la stessa, ma la sua percezione cambia.

Funziona?

Indipendentemente da quanto efficace sia questa simpatica esperienza, non potete negare che la vostra percezione della realtà si sia modificata, anche se solo per un istante.

È fondamentale prendere coscienza delle nostre percezioni, perché esse rappresentano la nostra realtà.

Quel che vediamo è reale anche per come lo vediamo (o ascoltiamo) e quindi interpretiamo .

Prendere coscienza di questo serve soprattutto ad evitare di correre il rischio che qualcuno possa creare realtà artificiose atte ad ingannarci a proprio uso e consumo, approfittando magari della nostra ingenuità percettiva o della pigrizia con la quale siamo abituati a ricevere come assodate immagini e percezioni già note e quindi da noi archiviate come realtà conosciute.

A poco a poco scoprirete che molte cose non sono esattamente come sembrano, o meglio: le cose sono anche differenti da come crediamo che siano. Basta soltanto cambiare di poco la prospettiva dalla quale si osservano.

Chi si occupa di illusionismo, di marketing e purtroppo a volte anche di politica lo sa bene e dedica gran parte dei suoi sforzi per farci vedere le cose nel modo in cui vuole che noi le interpretiamo, proprio come se utilizzasse una sorta di illusione ottica.

La nostra mente è abituata a delineare i dettagli di ciò che vede secondo una codifica basata sull’esperienza. Vediamo le cose per come sappiamo (o crediamo di sapere) che siano.

Se lasciamo che qualcun altro crei le nostre percezioni, allora gli permetteremo anche di generare la realtà che desidera per noi. E se questo a prima vista può apparire in qualche modo comodo, vi posso garantire che ci creerà non pochi problemi se non applichiamo il nostro senso critico e operiamo con la consapevolezza di chi perlomeno prova a padroneggiare la propria realtà.