Lo spettacolo è il pubblico!

Lo spettacolo è il pubblico!

Il mentalismo è senza dubbio una delle forme d’intrattenimento più interattive che io conosca.
Il mentalista infatti si esibisce dando sfoggio di misteriose abilità che non di rado annoverano la lettura del pensiero. Per fare questo, necessita obbligatoriamente di un uditorio.
Credetemi: non c’è nulla di più noioso che leggersi la mente da soli!
Certamente tutte le forme d’arte si sublimano davanti a un pubblico; ma mentre per esempio il musicista può suonare e comporre canzoni per il proprio piacere personale, il pittore dipingere un quadro per la gioia dei propri occhi, il danzatore sentirsi libero, potente e aggraziato nelle sue evoluzioni coreografiche, il poeta comporre versi per catturare i propri sentimenti nella sua poesia, un mentalista non può, per quanto si sforzi, trarre giovamento dal leggere la propria mente o prevedere le proprie medesime azioni future.
Nel mentalismo il pubblico è fondamentale, anzi: indispensabile. E cruciale è il rapporto empatico che si instaura fra il performer e i suoi spettatori, infrangendo spesso la regola che costringe il pubblico ad assistere passivamente all’esibizione che si svolge sul palco, in qualche modo “lontano” dalle poltrone del teatro.
Spesso infatti il mentalista scende fra il pubblico e ancor più frequentemente uno o più spettatori sono coinvolti e invitati sul palco dove diventano i veri e propri artefici dell’esperimento che si sta svolgendo per e con loro.
Proprio questa è una delle cose che mi danno maggiore soddisfazione nel fare ciò che faccio: al di là degli applausi, di qualche “Ooohhh” di stupore, oltre all’ovvia gratificazione di riuscire a leggere le mente degli spettatori, durante ogni show non posso fare altro che constatare con meraviglia che il vero spettacolo è il pubblico!