La meravigliosa sorpresa del Torino Mind Festival

La meravigliosa sorpresa del Torino Mind Festival

Fabio Vangelista e Giuseppe Lo Verso hanno colpito ancora!

Dopo aver vinto in passato la loro personalissima scommessa organizzando un ormai leggendario Torino Magic Festival, evidentemente non ancora sazi di soddisfazioni, hanno estratto il  proverbiale asso dalla manica stupendo tutti col Torino Mind Festival, tenutosi presso l’hotel Atlantic di Borgaro Torinese lo scorso novembre.

Sotto l’egida della Torino Magic Academy e coadiuvati da uno staff perfettamente  affiatato (grazie all’immenso contributo di Bianca Fodor e Silvia Favaro), il magico duo ha organizzato, per la prima volta in Italia, la più grande adunanza dei mentalisti che si sia mai vista in Europa, concretizzando un progetto di portata planetaria.

Inutile dire che trascorrere quattro intensissimi giorni in compagnia di artisti del calibro di Francesco Tesei, Alexander, Christian Chelman, Marc Salem, Luca Volpe, Marc Paul, Albis, Christopher Taylor, Max Vellucci, Stefano Paiusco, Carlo Faggi, Nefesch, Peter Turner, Daniele Ancona, Marco Berry e Tony Binarelli (che, nonostante fosse costretto lontano da Torino per cause di forza maggiore si è reso protagonista di un prezioso ed esilarante intervento telefonico), abbia rappresentato per me quanto di meglio un mentalista potesse desiderare.

La disponibilità di tutti gli artisti ha contribuito e rendere il Torino Mind Festival un evento unico che mi auguro possa ripetersi quanto prima.

Oltre ai momenti prettamente congressuali riservati agli “addetti ai lavori”, poi, avere avuto il privilegio di assistere alle performance live dei maestri del settore impegnati in teatro durante le numerose serate di gala aperte al pubblico è stato davvero straordinario.

Un plauso particolare va all’inossidabile Carlo Faggi, che ha stupito e incuriosito tutti con il suo Illusionarium e all’inesauribile Daniele Ancona, splendido catalizzatore del prestigioso gruppo Bizarre Magick Italia che ha dato il meglio di sé durante un’oscura cena spiritica.

Non posso non citare la splendida realtà italiana di artisti come Luca Volpe e Max Vellucci che sono entrati in punta di piedi e sono usciti da giganti in una kermesse che vedeva coinvolti personaggi di considerevole levatura mondiale. E nemmeno posso tacere la gradita rivelazione di un artista come Francesco Busani, che aggiunge al suo personalissimo arsenale mentalistico anche l’incredibile arma dell’umiltà.

Ma il vero valore aggiunto di questo irripetibile evento è stata la condivisione della passione per il mentalismo comune a tutti gli intervenuti.

Avere avuto il privilegio di rincontrare vecchi amici o di stringere la mano a coloro con i quali intrattenevo esclusivamente un rapporto epistolare o digitale tramite i social network, fare nuovi incontri e poter coltivare nuove amicizie, tutto sotto la purissima bandiera dell’amore per il nostro mestiere, ha rappresentato una nota preziosa; vera linfa vitale di cui, a mio avviso, si devono nutrire manifestazioni di questo tipo.