Abilità speciali o superpoteri?

Abilità speciali o superpoteri?

La storia del mentalismo è popolata da artisti che hanno voluto interpretare questa arte meravigliosa in molti modi diversi, personalissimi e spesso controversi.
A seconda del protagonista e del periodo storico preso in esame, possiamo incontrare personaggi che dichiarano di possedere autentici superpoteri paranormali con i quali sarebbero in grado di leggere la mente altrui come un libro aperto, prevedere esattamente eventi futuri o piegare metalli e fermare orologi con la sola forza della loro convinzione; altri invece preferiscono un approccio leggermente meno sensazionalistico, esibendo abilità ben definite, dedicate quindi soltanto ad alcuni dei cosiddetti poteri della mente, in una sorta di specializzazione psichica, quasi come a dire: non si possono padroneggiare qualità superumane illimitate, ma si può essere portatori di un “dono” specifico che permette di fare alcune cose speciali precluse alla maggior parte dei nostri simili.
In tempi recenti, grazie anche all’applicazione nella vita di tutti i giorni di pseudoscienze come la programmazione neuro linguistica e lo studio della comunicazione non verbale o del linguaggio del corpo, si è assistito ad un proliferare di mentalisti che non dichiarano più di possedere misteriosi poteri derivanti da chissà quale “dono”, ma di essere in grado fare quel che fanno grazie allo studio intenso e all’applicazione metodica delle loro conoscenze.
In un mondo nel quale le informazioni viaggiano alla velocità della luce e in un contesto sociale (perlomeno in occidente) certamente non oscurantista, in campo mentalistico la figura dello stregone o dello sciamano è stata quindi rimpiazzata da quella dello studioso della mente umana o dell’intrattenitore con competenze pseudoscientifiche.
Per quanto mi riguarda, rispetto tutte le posizioni. Fin tanto che non ci si approfitta della credulità di qualcuno per truffarlo o per trarre giovamento fraudolento da un suo momento di debolezza e si rispettano i confini del puro intrattenimento, ognuno è libero di modellare il proprio personaggio come meglio crede.
Personalmente non ho mai dichiarato di possedere alcun potere psichico (ma mi guardo bene dallo smentirlo) e neppure propongo i miei spettacoli dando loro un taglio prettamente scientifico. Preferisco indirizzare i miei sforzi sull’aspetto ludico e ricreativo delle mie esibizioni e concentrarmi sul mio obiettivo principale: divertire e dare spettacolo facendo trascorrere un’ora spensierata agli spettatori che assistono al mio show.